Valerio Gigante-Luca Kocci-Sergio Tanzarella

La Grande menzogna

Dissensi, 2015, pp 162, € 13,90

di Redazione

Luca Kocci, insegnante (ma storico redattore di Adista e collaboratore del Manifesto) assieme a due suoi colleghi docenti (Valerio Gigante e Sergio Tanzarella) hanno scritto un libro avente come sfondo la Prima guerra mondiale: è uscito in prossimità del 24 maggio, anniversario del centenario dello scoppio della Grande Guerra per l’Italia.

La Grande menzogna non tratta, in realtà, della storia di quel conflitto (che vide tra i 15 e 17 milioni di morti, tra civili e militari). Vuole piuttosto raccontare – anche e soprattutto ai non addetti ai lavori – una serie di aspetti della guerra cancellati o rimossi dai manuali di storia, dalla pubblicistica di consumo e dalla retorica patriottarda della “vittoria”. Piccolo elenco: gli interessi della grande industria nella guerra; lo scandalo delle forniture militari; il ruolo dei cappellani militari al fronte (ai quali venne proibito di utilizzare la parola “pace” nei contesti in cui operavano e che intonavano il Te deum di ringraziamento per le stragi di nemici); la gestione della prostituzione al fronte; la follia e le decimazioni; i tribunali militari; i prigionieri di guerra abbandonati dal governo italiano, che li considerava tutti disertori e imboscati; le costruzione del mito della guerra con l’uso politico della memoria (monumenti ai caduti, sacrari militari, milite ignoto), ecc.

Insomma, nessuna rivelazione sorprendente. Ma il tentativo – non specialistico, ma serio e rigoroso – di mettere insieme e di porgere quello che pochi sanno: o perché confinato in pubblicazioni per gli storici di professione o perché rimosso in quanto poco funzionale alla retorica della vittoria.