Mawan Dwairy

Counseling e psicoterapia con arabi e musulmani

FrancoAngeli, 2015, pp 208, € 29,00

di Carlo Ballarini

Nel nostro vivere in un mondo globale, la presenza della popolazione arabo-musulmana anche nei paesi con tradizione e cultura “occidentale” obbliga a una conoscenza approfondita degli scambi trasversali evidenziati dalla realtà. Soprattutto per gli addetti ai lavori, quindi, risulta necessaria una rivisitazione di parametri di valutazione e di intervento terapeutico, spesso ritenuti inamovibili. Quello di Dwairy – psicologo che svolge la sua attività professionale a Nazareth, città araba in territorio israeliano – è un testo che propone, attraverso l’esperienza dell’autore, la ricerca di un percorso per identificare quel sottile “spazio condiviso” dagli esseri umani, attraverso il quale si può comprendere e interagire positivamente con la sofferenza psicologica. La terapia, la cura sono all’interno di un “viaggio” che per psicoterapeuti e counselor (i professionisti delle relazioni di aiuto) ha direzione “transculturale” e necessita di umiltà nel riconoscere pregiudizi e stereotipi.

Emerge con chiarezza come l’orientamento terapeutico con un paziente arabo-musulmano necessiti di fondarsi e integrarsi con la cultura “collettivistica” e religiosa che appartiene appunto a quel mondo. L’utilità degli approcci include e si manifesta anche dalla capacità di variare i punti di osservazione, di saper creare “un ponte”, una relazione, una interconnessione veramente produttiva. Il testo e l’iter, attraverso le proposte terapeutiche, propone riflessioni che non negano le differenze, ma mostrano quanto la sofferenza psichica abbia aspetti comuni, pur nella necessità di interventi diversificati.