Christiana Ruggeri

Dall’inferno si ritorna

Giunti, 2015, pp. 236, € 14,90.

di Elio Boscaini

Simpatico e commovente racconto. Quello di Bibi che sopravvive alla mattanza. Fugge in Zaire (Rd Congo) “viaggio infernale” – ma fin qui pensavamo che a fuggire fossero stati gli hutu; che interesse avevano i tutsi a fuggire, se occupavano il paese? ? e torna al suo paese (sì, dall’inferno si può tornare), per realizzare in Italia, finalmente, il suo sogno. Un libro di condanna, evidentemente, del genocidio rwandese, a 21 anni da quell’eccidio. «Dal 1990, il nonno lo ripeteva come un disco rotto che infastidiva la mamma: - “Gli hutu ci ammazzeranno tutti, ci ammazzeranno tutti…”».

Da quando Francesco papa ha suscitato reazioni della Turchia tanto risentite perché ha osato parlare di “genocidio” armeno, che dirà la Ruggeri se la invitiamo a dar sì voce a Bibi, ma a leggersi anche quanto Nigrizia scriveva ancora nel dossier del settembre 2011raccontando (pag. 54) dei due professori americani che volevano capire meglio la faccenda del numero di vittime del “genocidio dei tutsi e degli hutu moderati” del 1994, giungendo alla conclusione “che più della metà di quelle 800mila-1milione di vittime erano hutu”? Genocidio tutsi, hutu o semplicemente rwandese? Certo, l’augurio è tugire ubumwe, rimaniamo uniti! Ma più tradizionale ancora è tugire amahoro! pace! «Pulizia, innocenza, tenerezza contro l’abominio. Volevo che Bibi raccontasse che si può uscire dal buio, che si può tornare dall’inferno, se credi nella vita». Rimaniamo in paziente attesa del racconto di vita di un bambino o bambina hutu.