Massimo Acanfora (a cura di)

Il libro dei Gas Gruppi di acquisto solidali: come fare la spesa giusta dalla “A” al chilometro zero

Altreconomia, 2015, pp. 96, € 7,50.

di Raffaello Zordan

La rivoluzione silenziosa

Puntuali come sempre, gli amici del mensile Altreconomia mettono i piedi in due piatti: quello dell’Expo 2015 che è alle porte e che dice di voler “nutrire il pianeta”, e quello di ciascuno di noi. Lo fanno festeggiando a modo loro – cioè ragionando – i vent’anni e passa dei gruppi di acquisto solidale (Gas), il cui primo nucleo è nato a Fidenza nel 1994 per rispondere a un bisogno primario, quello di un’alimentazione sana.

Oggi i Gas sono circa duemila in Italia: centinaia di migliaia di persone che non si accomodano nelle dinamiche del consumatore standard, ma dedicano ai loro consumi tempo, progettualità e relazioni. E quando devono fare acquisti, non solo di cibo, li fanno collettivamente, tenendo conto di tutti gli attori in gioco (produttori, consumatori, ambiente, territorio). Insomma persone che, con i fatti, stanno indicando un percorso – lastricato di fiducia, vendita diretta, filiera corta, chilometro zero, agricoltura biologica, rispetto della terra, biodiversità, sostenibilità – diverso da quello suggerito-imposto dalla società dei consumi.

Nell’introduzione infatti si spiega che in questi anni i Gas «hanno cercato alleanze con gli altri attori dell’economia solidale e insieme hanno avviato la sperimentazione di progetti e reti locali e nazionali, mostrando che l’economia solidale è un’alternativa concreta e praticata».

Ma che gente è quella che partecipa ai Gas? Lo spiega la ricerca “Dentro il capitale delle relazioni” dell’Università di Bergamo: «Famiglie relativamente numerose – in media composte da quattro membri – non con redditi particolarmente alti ma con un elevato “capitale culturale”. Si tratta di cittadini che ricercano nuove forme di partecipazione alla vita sociale, diverse ad esempio dalla “politica”. La maggior parte ha o ha avuto esperienze associative, da quelle ambientaliste e pacifiste a quelle sportive, culturali e religiose».

Anticipando le obiezioni dei lettori, gli autori hanno titolato capitolo finale “Sì, ma…”. Sì, ma chi ha il tempo per farlo? Sì, ma la spesa in un Gas fa risparmiare? Sì, ma i Gas sono schierati politicamente? Sì, mai io sono vegetariano (o vegano)! Sì, ma non serve a nulla perché siamo troppo pochi.

Se vi riconoscete tra chi muove obiezioni, andatevi a vedere le risposte. E se vi risultano convincenti, date un’occhiata anche al resto. Troverete una tale messe di informazioni che può venirvi la voglia di costituire un nuovo Gas, contribuendo così a modificare il modello di produzione e di consumo del vostro territorio.

Il testo, scritto a più mani e curato dal giornalista di Altreconomia Acanfora, raccoglie le testimonianze e gli interventi di alcuni tra i maggiori esperti di economia solidale in Italia: Davide Biolghini, Maurizio Gritta, Roberto Li Calzi (contadino critico), Fulvia Mantovani, Jason Nardi, Dora Rizzardi, Silvia Salvi (Osservatorio Cores, Università di Bergamo), Matteo Sandon, Maria Sferrazza, Andrea Saroldi, Mauro Serventi (uno dei fondatori del primo Gas), Giuseppe Vergani.