La lotta contro ProSavana

Tre piccoli Davide a difesa della terra

di Gianni Ballarini

La loro è una battaglia quotidiana per non lasciare gli “ultimi” zavorrati a terra dal piombo di poteri inscalfibili. Flavio, Paula e Virginia sono le icone di una lotta impari contro un megaprogetto legato all’agrobusiness e conosciuto come “ProSavana”, che ha come obiettivo trasformare un’area di 14,5 milioni di ettari in un territorio di scorribanda per imprese nippo-brasiliane, con l’appoggio di Maputo, interessate alla monocoltura da esportazione. Soia, in particolare. Un progetto che avrà effetti diretti sui 4 milioni circa di mozambicani, prevalentemente agricoltori, che vivono lungo il corridoio di Nacala e che coinvolge 19 distretti di 3 province (Niassa, Zambesia e Nampula). Il governo, con le sue articolazioni locali, ha già detto che «il treno dello sviluppo è partito e che nessuno potrà fermarlo». Flavio Schmidt, Paula Kamata e Virginia Alfaro si battono contro questa deragliante prepotenza.

Il primo è un laico comboniano brasiliano. Lavora come insegnante alla scuola di Carapira. È il punto riferimento per molte piccole comunità di contadini. Partecipa agli incontri. Fa formazione. Lotta contro gli espropri: «C’è chi è stato convinto a cedere la terra per 300 meticals (10 euro) con la promessa di essere poi assunto», dice. Una evidente menzogna. Ma che attecchisce in una popolazione, i macua, tra le più povere e analfabete del paese. Per questa sua attività, Flavio riceve minacce dai funzionari pubblici. Ma non si arresta. Lavora fianco a fianco con suor Paula Kamata, avvocata comboniana, da una vita in Mozambico. La sua produzione cartacea è sterminata. Decine e decine di opuscoli dove consuma litri di inchiostro per elencare i diritti inaggirabili di cui gode questa popolazione locale.

«La legge del 1997 – spiega – riconosce il diritto consuetudinario alla terra. Il problema è che nessun avvocato iscritto all’albo se la sente di difendere le comunità espropriate. Hanno paura delle ritorsioni governative. Le stesse associazioni dei contadini non hanno la forza economica per sostenere la battaglia legale». Nonostante l’età, suor Paula è infaticabile nella sua missione. Sia lei sia Flavio fanno parte della Commissione giustizia e pace della diocesi di Nacala. Commissione presieduta, dal 2008, da Virginia Alfaro, laica spagnola della congregazione di san Vincenzo de’ Paoli. Che commenta: «Non ci siamo rassegnati al “ma cosa possiamo fare?” di una Chiesa silente e assente». A disposizione della campagna contro ProSavana – ma anche contro la lotta al commercio illegale di minerali – c’è la radio della diocesi, radio Watana (“Buone notizie”). Un impegno costante. Quotidiano.

Tre piccoli Davide che probabilmente non riusciranno ad abbattere il Golia del business. Ma incarnano (o dovrebbero incarnare) le ragioni profonde di una presenza della Chiesa in quei territori.