Peggiorato il benessere sociale

Stabilità, un falso mito

Il paese presenta da almeno un decennio alti tassi di crescita. Ma non c’è sviluppo. È il modello economico voluto da Bm e Fmi a essere sbagliato e ad aver affossato l’economia locale, privilegiando le multinazionali.

di Thomas Selemane (Giornalista e ricercatore presso MB Consulting)

Trentanove anni d’indipendenza dal Portogallo. Ventidue anni di pace, dopo una sanguinosa guerra civile con più di un milione di morti, terminata nel 1992 con l’accordo firmato a Roma tra l’allora presidente della repubblica Joaquim Chissano e il leader dell’ex movimento ribelle Renamo, Afonso Dhlakama. Cinque elezioni generali multipartitiche, dal 1994 al 2014. Quattro elezioni amministrative, dal 1998 al 2013. Una crescita economica media del 7% negli ultimi 15 anni. Massicci investimenti diretti stranieri, indirizzati nel settore minerale-energetico: alluminio, gas naturale, carbone e sabbie pesanti.

Tutti dati che danno all’esterno un’immagine di stabilità del paese. Stabilità, in verità, che si rivela per diverse ragioni un mito. Una delle principali ragioni che alimenta questo mito del Mozambico è la buona fama che si è guadagnato presso le istituzioni di Bretton Woods: per Banca mondiale (Bm) e Fondo monetario internazionale (Fmi) è un paese modello in fatto di liberalizzazione economica. Ma, come è noto, liberalizzare non è sinonimo di prosperità. Anzi, ci sono numerose evidenze che indicano come il benessere sociale ed economico sia peggiorato con gli interventi dell’Fmi e della Bm.

Un esempio lo si apprende dal libro Pace senza benefici. Come l’Fmi blocca la ricostruzione del Mozambico, dell’esperto americano in politiche di sviluppo, Joseph Hanlon. A suo avviso, uno dei marchi indelebili provocati dal Fondo è la distruzione dell’industria dell’anacardio negli anni ’90, quando l’istituzione di Bretton Woods obbligò il paese a privatizzare e liberalizzare la commercializzazione del frutto. Una liberalizzazione che provocò la sua perdita di competitività. Più di 30mila persone persero il lavoro. E dopo? Fondo e Bm hanno smesso di ritenere il Mozambico un caso di successo? No. Il paese continua a essere un grande campo di pascolo per le sue politiche. (...) 

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