Ritratto di Nyusi

di Gianni Ballarini

Filipe Jacinto Nyusi, nonostante i suoi 6 anni da ministro della difesa (2008-2014), era il meno noto tra i candidati presidenziali. Nato a Nhamau, nel distretto di Mueda a Cabo Delgado, 55 anni, ha trascorso la giovinezza in Tanzania, dove si erano rifugiati i genitori, militanti del Frelimo in esilio. Dopo aver frequentato per un paio di anni l’università Mondlane di Maputo, si è laureato in ingegneria meccanica a Brno, nell’ex Cecoslovacchia. Nel 1992 inizia la sua carriera professionale nella Compagnia statale dei porti e delle ferrovie (Cfm). Ne diventa l’amministratore delegato. Carica che non gli ha impedito di fondare un’azienda di trasporto-merci, la Somoestiva, e di attirarsi le accuse di conflitto di interessi.

È il primo presidente del Mozambico a non aver fatto la guerra d’indipendenza e a non essere stato membro del bureau del Frelimo. La sua candidatura è uscita il 2 marzo 2014 dopo il ballottaggio con l’ex prima ministra Luisa Diogo.

In campagna elettorale aveva promesso una lotta serrata alla povertà e alla corruzione. Poi lo hanno trovato a girare per il paese con elicotteri costosissimi ed è stato accusato, negli ultimi giorni di campagna elettorale, di aver ricevuto finanziamenti (322 mila dollari) dalla vendita illegale di legname ai cinesi. Tra i suoi finanziatori compare anche Momade Bachir Sulemane (MBS) noto imprenditore nato a Nampula, già sostenitore di Guebuza. Nel 2010 era stato definito un “signore della droga” dal Dipartimento di stato americano, che ha imposto alle imprese e ai cittadini Usa di non avere rapporti con lui. Il 12 novembre è stato rapito a Maputo da 4 individui. Un sequestro anomalo, per il quale si sono mobilitate tutte le forze dell’ordine mozambicane e i servizi segreti.