Quale paese esce dalle elezioni?

Le crepe del monolite

Non deve trarre in inganno il successo (con trucco) del Frelimo. Il partito-stato è logoro. La rabbia è diffusa. C’è disagio anche nelle giovani leve del partito per le quali non è più una bestemmia parlare di condivisione del potere con le opposizioni. Ma quali?

di Gianni Ballarini (da Maputo)

Coccolato dalla globalizzazione economica e dai suoi cantori, il Mozambico è considerato uno dei miracoli dell’Africa di oggi. E qualcosa di misterioso, in effetti, accade in questo paese, cerniera tra l’area australe e quella orientale del continente.

Nella scuola di Tunduru, a Matola (il più grande quartiere periferico della capitale Maputo), il 15 ottobre si presentano in 506 per l’appuntamento con la democrazia. È il giorno delle elezioni. Nelle liste si erano iscritti in 800. Voto regolare. Almeno apparentemente. Un po’ di coda. Nessun tafferuglio. Ma quando è il momento dello spoglio, i commissari si accorgono che di schede nelle urne ce ne sono 902. Si sono magicamente moltiplicate. E il prodigio si rivela ancor più squillante quando si contano le preferenze. Un solo nome segnato: Filipe Jacinto Nyusi, il candidato del Fronte per la liberazione del Mozambico (Frelimo), il partito al potere dal giorno dell’indipendenza, nel 1975. Candidato che poi vincerà le elezioni con il 57% dei voti.

Un “miracolo” da copione. Un prodigio per nulla isolato. Anzi. Diffusissimo, con un campionario sterminato di piccole e grandi nefandezze. Di trucchi. Brogli. Frodi. Seggi nei quali, dopo una settimana dal voto, stavano ancora contando voti e preferenze (vedi box a pag ????). L’organizzazione non governativa Centro per l’integrità pubblica (Cip) ha stimato che le irregolarità a favore del candidato Frelimo abbiano coinvolto più del 10% dei seggi, con almeno 105 mila voti sospetti.

Una gara al peggio in cui si sono misurati anche gli oppositori. A Beira, capoluogo della provincia di Sofala, è stato arrestato un membro del Movimento democratico del Mozambico (Mdm): aveva sostituito le schede ufficiali con altre fresche di voto addomesticato. Un episodio che non ha impedito al leader e candidato presidente dell’Mdm, Daviz Simango, di affermare: «Abbiamo assistito alle peggiori elezioni della storia democratica nazionale». Chiedendone l’annullamento. Il giornale online @Verdade, vicino alle opposizioni, si ribella alla normalizzazione dell’osceno: «La truffa è stata di dimensioni incommensurabili. Definire questo voto libero, giusto e trasparente è cinismo grossolano. Significa attribuire un attestato di stupidità alla popolazione mozambicana».

Gli stessi osservatori stranieri, che all’inizio si erano affrettati a dichiarare sostanzialmente corretto il percorso elettorale, hanno poi tirato il freno a mano. E inserito la retromarcia.

Raccontare la democrazia mozambicana come un pranzo di gala solo perché c’è il sigillo del voto significa avere una malintesa idea di democrazia. Doveva vincere il Frelimo. Ed è accaduto. Ma sarebbe una lettura pigra di quel che accade nel paese attraccare le analisi solo ai luoghi comuni africani. Descrivere, cioè, il Mozambico, come una realtà monolitica, che replica sempre a sé stessa da quarant’anni a questa parte. Con un popolo sottomesso ai dinosauri del Frelimo, aggrappati al potere con ferocia ingordigia, che si sono trasformati nel tempo anche in padroni dell’economia e della finanza…È una fotografia vera. Ma sbiadita agli angoli. Non mette a fuoco i primi segnali di sgretolamento dell’impianto di potere, che anche queste elezioni sembrano aver evidenziato. (...)

Per continuare la lettura dell'articolo del numero di Nigrizia di dicembre 2014: rivista cartacea o abbonamento online.