Affari loro

di Gianni Ballarini

Mozal. Situata nel Beluluane Industrial Park, a una ventina di km da Maputo, l’azienda rappresenta il primo vero progetto realizzato con capitali stranieri dopo la guerra civile. La struttura è stata aperta nel 2000. Oggi è il secondo più grande produttore di alluminio in Africa, con una produzione annua di 580mila tonnellate. Nei primi anni di vita, il progetto Mozal valeva il Pil del paese, 2 miliardi di dollari e due terzi dell’esportazione. L’azienda occupa un’area di 138 ettari; ha poi in concessione per 50 anni – a condizioni tax free – quasi 7 ettari nel porto di Maputo.
Mozal è una joint venture tra l’anglo-australiana Bhp Billiton (47,1%), la Mitsubishi corp (25%), la Industrial development corp of South Africa (24%) e il governo mozambicano (3,9%).

Vale Moçambique. È la filiale della compagnia mineraria brasiliana, tra le 3 principali al mondo. Nel 2004 ha vinto la gara internazionale per la concessione della miniera di Moatize, nella provincia di Tete. Contratto firmato nel 2007. Una miniera con riserve di carbone metallurgico e carbone termale pari, rispettivamente, a 420 e 530 milioni di tonnellate. Dovrebbe esaurirsi nel 2046. Con il progetto Moatize 2 la capacità totale annua arriverà a 22 milioni di tonnellate. La compagnia brasiliana, per agevolare il trasporto e la commercializzazione del carbone, sta costruendo un nuovo porto in acque profonde a Nacala Vecchia e la ferrovia che collega Moatize a Nacala (oltre 900 km), per un costo finale che supera gli 8 miliardi di dollari. Vale Moçambique – partecipata al 95% da Vale e al 5% dal governo mozambicano – ha annunciato la vendita di azioni tra il 15 e il 25%. E cerca partner anche per il progetto del Corridoio di Nacala. Nel secondo trimestre del 2014 la società ha infatti registrato perdite per 103 milioni di dollari per il persistente calo del prezzo del carbone sui mercati internazionali.

Sasol. La compagnia sudafricana gestisce i giacimenti (i primi trovati nel paese) di gas di Pande e Temane, nella provincia di Inhambane. Ha costruito una pipeline lunga 865 km – costata 1,2 miliardi di dollari – che collega Temane a Secunda, in Sudafrica. Il gas ha iniziato a fluire nei tubi dal febbraio 2004.

Kenmare. La compagnia mineraria irlandese finanzia il progetto “sabbie pesanti” di Moma (provincia di Nampula) da cui si ricavano circa 800mila tonnellate l’anno di titanio, 720mila di ilmenite; 50mila di zircone e 14mila di rutilo. Si tratta di una delle miniere più grandi al mondo di titanio.

Triton minerals. La compagnia australiana ha annunciato in giugno, dopo solo sei mesi dall’inizio delle perforazioni, di aver scoperto il più grande sito al mondo di grafite-vanadio a Nicanda, nella provincia di Cabo Delgado. La zona di concessione è molto vicina a un altro giacimento di valore mondiale, scoperto da una seconda compagnia australiana, la Syrah Resources. La grafite è un minerale assai costoso e ricercato essendo un ottimo conduttore di elettricità.