Relazione governativa 2014

Le armi italiane nel mondo e in Africa

È il Medio Oriente l’area privilegiata per la vendita delle nostre armi. L'Algeria primeggia in Nordafrica; tra i paesi subsahariani si segnalano lo Zambia e la Mauritania.

di Gianni Ballarini

Secondo la Relazione annuale della Presidenza del Consiglio sull’export e import armiero, il 2013 avrebbe segnato un crollo nell’esportazione definitiva. Si sarebbe registrato un decremento superiore al 48,5% rispetto al 2012, passando da 4,16 miliardi di euro a 2,15. A precipitare è stato il cosiddetto “portafoglio ordini” dell’industria militare nazionale. Meno catastrofici i dati forniti dall’Agenzia delle dogane, che registra gli effettivi sistemi d’arma spediti all’estero e che segnano un meno 7,7% rispetto al 2012 (2,7 miliardi nel 2013 contro i 2,9 del 2012).

Tuttavia sempre di flessione si tratta.

I settori più rappresentativi sono stati l’aeronautica, l’elicotteristica, la cantieristica navale, l’elettronica per la difesa (avionica, radar, apparati di guerra elettronica) e i sistemi d’arma (missili, artiglierie), che hanno visto, nell’ordine, Alenia Aermacchi, Selex Es, Agusta Westland, Orizzonti Sistemi Navali, Oto Melara ai primi sei posti. Il Gruppo Finmeccanica trionfa.

E a chi vendiamo le nostre armi? Se si escludono le esportazioni ai paesi Nato e Ue, la classifica vede al primo posto l’Arabia Saudita (296,4 milioni), l’Algeria (234,6 milioni) e gli Emirati Arabi Uniti (94,6). I paesi del Medio Oriente primeggiano con oltre 709 milioni. Soprattutto forniamo armi a paesi in conflitto (come Egitto, Turchia e Israele), aspetto vietato dalla 185.

Le operazioni autorizzate verso i paesi dell’Africa subsahariana hanno registrato una flessione del 67,8% rispetto al 2012 (da 90,6 milioni di euro a 29,1). Spiccano tuttavia le armi vendute alla Mauritania (oltre 12,6 milioni di euro), paese che attraversa una fase inquieta.

 

Clicca qui per leggere anche "Non c'è pace nelle banche" un'anticipazione da Nigrizia di settembre 2014