Pace e disarmo

Difesa civile non armata, proposta di legge in Cassazione

Depositata ieri in Cassazione la proposta di legge di iniziativa popolare per "l’Istituzione e le modalità di finanziamento del Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta”. Il 2 ottobre si parte con la raccolta delle firme. Ne servono 50 mila.

di Redazione

Presentato ieri alla Corte di Cassazione a Roma, il titolo della proposta di Legge di Iniziativa popolare per una “Difesa Civile non armata e nonviolenta”. Questa iniziativa rappresenta l’architrave della campagna di tutte le reti e le organizzazioni che da tempo si muovono congiuntamente per sviluppare, anche a livello istituzionale, un concreta alternativa alle armi per la costruzione della Pace. Una tappa importante è stata l'Arena di pace e disarmo, il 25 aprile a Verona.

Dopo l’estate e l’espletamento di tutti i passi formali e burocratici necessari, partirà la raccolta delle firme per l’iniziativa popolare (50.000 quelle necessarie). Si tratta di un testo legislativo sull’"Istituzione e le modalità di finanziamento del Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta”.

L’intenzione delle reti promotrici (Tavolo Interventi Civili di Pace, Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile, Forum Nazionale Servizio Civile, Campagna Sbilanciamoci, Rete della Pace, Rete Italiana per il Disarmo), è quella di dare inizio alla raccolta di adesioni in occasione della Giornata Internazionale della Nonviolenza in programma il prossimo 2 ottobre (data di nascita del Mahatma Gandhi).

In questo periodo di forte crisi economica che colpisce il paese, nel quale le spese destinate allo strumento militare non sembrano essere state intaccate dalle istituzioni nelle varie spending review, l’intenzione è di compiere un “passo in avanti” concreto attraverso questa campagna.

L’idea contenuta nella proposta di legge è innanzitutto quella di costituire un Dipartimento della difesa civile che indirizzi e coordini le modalità di lavoro delle varie componenti oggi esistenti, fra cui il Servizio civile, i Corpi civili di pace e la Protezione civile, oltre che a un ipotizzato Istituto di ricerca sulla Pace e il Disarmo. Il tutto allo scopo di creare la più valida e unica soluzione al sistema di difesa basato sulle armi, attraverso il coinvolgimento diretto della cittadinanza.

Come afferma Mao Valpiana, Presidente del Movimento Nonviolento, «con la proposta d’istituzione del Dipartimento della Difesa Civile, vogliamo dare attuazione agli articoli 11 e 52 della Costituzione: ripudiare la guerra e riconoscere piena dignità alla difesa non armata e nonviolenta. È compito dei cittadini essere protagonisti del ripudio degli strumenti bellici e attori della difesa della patria. Con la legge di iniziativa popolare offriamo a tutti l'occasione di assumersi queste responsabilità».

Concretezza quindi, da realizzare attraverso la creazione di una struttura di Difesa civile alternativa a quella prettamente militare intesa solo dal punto di vista armato, che sarà finanziata attraverso “l'opzione fiscale in sede di dichiarazione dei redditi”. Si tratta della possibilità di destinare una certa quota alla difesa non armata, togliendola dai finanziamenti militari e per la armi.

E’ una scelta chiara e di fondo, fatta da chi pensa che il finanziamento di cacciabombardieri, sommergibili, portaerei e missioni di guerra, lasci il nostro Paese indifeso dalle vere minacce che lo colpiscono rendendolo invece  minaccioso agli occhi del mondo.

Un concetto ribadito anche da Francesco Vignarca, Coordinatore della Rete Italiana per il disarmo, il quale ha riassunto il pensiero che muoverà la raccolta di firme per la legge dicendo che «usualmente i pacifisti e nonviolenti vengono considerati sognatori un po’ matti, con le loro utopie lontane dalla vita e dai problemi reali. Noi pensiamo invece che idealistiche ed irrealistiche, oltre che fuori dalla storia, siano le idee di coloro che continuano a pensare che la Pace, la democrazia e i diritti umani si possano realizzare e difendere con le armi e le spese militari. La nostra strada va in un’altra direzione.

Per costruire concretamente la Pace, attraverso una strada di nonviolenza, non bastano però le belle idee ed intenzioni ma occorrono strutture e persone che possano impegnarsi quotidianamente in tal senso. In tale prospettiva si iscrive la nostra richiesta: chiediamo che il nostro Paese diventi pioniere nella creazione ed istituzionalizzazione di percorsi alternativi e più efficaci di realizzazione di obiettivi di Pace. Con la partecipazione diretta, anche fiscale, di tutte le cittadine e i cittadini italiani».

Il testo integrale della legge d’iniziativa popolare verrà diffuso ufficialmente a ridosso dell’inizio della raccolta di firme (il 2 ottobre).