Le milizie del terrore

Guerra a oltranza

Il presidente nigeriano Goodlack Jonathan sembra impotente rispetto alla violenza senza fine scatenata dal gruppo terroristico che opera nel nord del paese. Chi sono i Boko Haram? Il dossier di Nigrizia del 2012.

di Marco Simoncelli

La violenza di Boko Haram non ha freni e continua a mietere vittime. Gli attacchi del gruppo terroristico islamico, che opera nel nord della Nigeria, continuano senza sosta: dall’inizio dell’anno sarebbero più di 2mila i morti per il conflitto scatenato dal gruppo islamista.

L’ultimo in ordine cronologico risale a ieri mattina: un triplo attacco coordinato a tre villaggi nello stato del Borno, nel nord-est del paese al confine con il Camerun, che ha provocato 35 morti. Secondo quanto affermato dall'agenzia Misna.org.

Secondo fonti militari, decine di membri di Boko Haram vestiti con uniformi militari hanno attaccato i villaggi di Gumushi, Amuda e Arbokko, aprendo il fuoco contro i residenti e dando fuoco alle case con bottiglie molotov.

Sempre ieri poi, secondo quanto riferito dal quotidiano Daily Trust, le milizie Boko Haram avrebbero assaltato anche una caserma della polizia e una base dell’esercito ancora nel nord-est del paese, precisamente a Buni Yadi, una cittadina dello stato di Yobe, provocando altre 33 vittime.

Jonathan giura “guerra totale”

Proprio ieri in occasione del 15° anniversario della fine del regime militare in Nigeria, il presidente nigeriano, Goodlack Jonathan, ha detto che il terrorismo internazionale minaccia le conquiste democratiche del suo paese e ha giurato “guerra totale” contro Abubakar Shekau e i suoi seguaci. Il capo di stato nigeriano ha inoltre rimarcato che le forze di sicurezza d’ora in poi saranno autorizzate a utilizzare «tutti i mezzi necessari in ambito legale» per assicurare che la lotta al terrorismo porti i suoi frutti, assicurando da un lato ai connazionali la cacciata dei terroristi, ma segnalando, dall’altro, che «ciò non avverrà dall’oggi al domani».

Il 18 maggio scorso Jonathan e i capi di stato di Camerun, Niger, Ciad e Benin erano stati ospiti di Francois Hollande per un vertice per unire le proprie forze nella guerra contro il gruppo terroristico, ma ad oggi i risultati non si sono ancora visti.

Le ragazze rapite

Ci sono invece novità sulle oltre 200 studentesse di Chibok (nord-est della Nigeria), rapite da Boko Haram a metà aprile, l’azione più eclatante compiuta dal gruppo terroristico e che ha attirato l’attenzione di media internazionali e la mobilitazione delle organizzazioni di mezzo mondo.

«La buona notizia per le ragazze è che sappiamo dove sono, anche se non possiamo dirvi dove si trovano». Queste le parole pronunciate lunedì dal capo di stato maggiore delle forze aeree nigeriane, il maresciallo Alex Badeh. 

Risale a due giorni fa, poi, la notizia che altre quattro ragazze rapite sono riuscite a fuggire. Il commissario per l’educazione nigeriano, Musa Inuwa, ha dichiarato alla Reuters che le quattro ragazze tornate sono già dalle loro famiglie, ma non si è espresso sulla modalità della fuga: non è ancora chiaro se siano state rilasciate perché ammalate o se siano riuscite a fuggire da sole. Sale quindi a 57 il numero delle ragazze che sono riuscita a fuggire.

Ma chi sono i Boko Haram?

Fondato tra il 2001 e il 2002 dal religioso islamico nigeriano Ustaz Mohammed Yusuf, il gruppo terroristico Boko Haram ora è guidato da Abubakar Shekau. Ma quali sono le radici di questa setta islamica? Nigrizia aveva già ripercorso la sua storia e l’evoluzione del gruppo terroristico in un dossier del 2012 intitolato “La legge di Boko Haram”.