Rapporto Sipri 2014

Arsenale Africa

Mentre la spesa militare mondiale fa segnare un - 1,9%, l’Africa va in controtendenza con un + 8,3% e una spesa complessiva di 50 miliardi di dollari. A far da traino, secondo l’istituto svedese, Ghana, Algeria e Angola.

di Marco Simoncelli

Nel mondo il denaro destinato alle spese militari è sceso del 1,9% nel 2013 rispetto all’anno precedente e ammonta a 1.747 miliardi di dollari. L’Africa, però, spende sempre di più facendo registrare il maggior aumento del 2013: l'8,3% e una spesa continentale di 44,9 miliardi dollari.

È ciò che risulta dai dati pubblicati oggi dal Sipri (Stockholm International Peace Research Institute) nel suo rapporto annuale sulle spese militari nel mondo. Secondo l’istituto svedese questo è il secondo anno consecutivo in cui si è registrato un calo, ed è stato superiore a quello avvenuto nel 2012 (dello 0,4%).

Un risultato, quello globale, che non va giudicato frettolosamente come positivo. Lo stesso Sipri precisa che si stanno manifestando due “tendenze” opposte. Mentre, infatti, la spesa militare è diminuita nelle Americhe, in Europa e in Oceania, in tutte le altre regioni del globo è invece aumentata in maniera pronunciata.

Basti pensare che se si escludessero dai dati i soli Stati Uniti (primi nella lista in quanto a spese militari), il risultato finale sarebbe completamente ribaltato. Invece di una diminuzione dell' 1,9% si registrerebbe un aumento dell' 1,8% nonostante le diminuzioni di spesa nel vecchio continente e in Oceania. Qualcuno si sta armando vertiginosamente e quel qualcuno è il continente africano.

 

 

I primi quindici

Fra i primi quindici paesi più “spendaccioni” in fatto di armi, c’è anche l’Italia che si piazza all’undicesimo posto facendo registrare una discreta decrescita (-26% tra il 2004 e il 2013), in linea con la maggior parte dei paesi europei a seguito dei cospicui tagli dovuti alle politiche di austerità.

In testa ai primi 15 ci sono sempre gli Usa, che però fanno registrare un calo del 7,8%, seguiti da Cina e Russia, che invece hanno aumentato le loro spese  rispettivamente del 7,4% e del 4,8%.

Esce dalla classifica dei più spendaccioni il Canada e viene rimpiazzato dalla Turchia che ha aumentato le proprie spese. Notevole è l’ascesa in classifica dell’Arabia Saudita che è passata dal settimo al quarto posto facendo registrare un aumento del 14% nel 2013, una vera e propria corsa alle armi.

 

Chi spende in Africa

L'Africa si sta rivelando un vero e proprio arsenale in crescita. Più 8,3% (e 44,9 miliardi dollari complessivi) è il maggior aumento regionale registrato dal rapporto.

Secondo il Sipri tale tendenza all’incremento è sì generale, ma è anche dominata e trainata da alcuni paesi chiave. Il Ghana ha più che raddoppiato la propria spesa militare nel 2013, da 109 milioni di dollari nel 2012 è passato a 306 (escludendo i fondi provenienti da donatori che ammontano a 47 milioni di dollari). L’Algeria ha proseguito il ritmo vertiginoso della crescita nel sue spese militari, con un aumento del 8,8% nel 2013, raggiungendo i 10,4 miliardi dollari. Il Sipri fa notare che è la prima volta che un paese africano spende più di 10 miliardi di dollari per il suo esercito (nella foto uomini della Marina militare algerina).

Altro paese da tenere in considerazione è l’Angola, primo paese dell'Africa subsahariana in fatto di spese militari (e secondo a livello continentale). Ha  fatto registrare un aumento del 36% nel 2013 e del 175% dal 2004, raggiungendo quota 6,1 miliardi dollari. L’Angola ha superato per la prima volta il Sudafrica che ha speso invece 4,1 miliardi nel 2013 (pur avendo aumentato del 17% le sue spese militari).

 

Chi si arma di più

Il Sipri ha anche individuato 23 paesi che dal 2004 ad oggi hanno raddoppiato (e in alcuni casi anche triplicato) le loro spese militari.

Ben cinque tra questi sono africani e sono: Algeria (176%), Angola (175%), Swaziland (111%) e Namibia (108%). Il primo posto nel continente è però tutto del Ghana, che ha addirittura triplicato le sue spese con un aumento del 243%.

Ciò che salta maggiormente agli occhi è che la maggior parte di questi paesi si trova in regioni del globo al di fuori dell’occidente e della sua influenza.

In tutti i 23 stati si possono trovare almeno tre caratteristiche comuni: forte crescita economica, alti proventi dal petrolio o gas, conflitti armati in corso. Tutti hanno poi fatto registrare una crescita della spesa militare superiore a quella del loro Prodotto interno lordo.

La caratteristica dei proventi da petrolio o gas può spiegare in parte il caso Ghana. Il paese ha scoperto di recente dei giacimenti e queste risorse forniscono un reddito immediato allo stato che non deve ricorrere alla tassazione. Soldi freschi e facili, quindi, da usare subito per la corsa alle armi.