Rifinanziate sei missioni militari

Fronte Africa

Approvato il disegno di legge che prevede lo stanziamento di mezzo miliardo nei primi sei mesi del 2014 per le missioni militari all’estero. 85 milioni sono destinati alle missioni africane.

Le missioni militari italiane in Somalia (2), Mali (2), Libia e Niger sono state rifinanziate con 85 milioni di euro per il primo semestre del quest’anno. La decisione è stata presa lo scorso 14 marzo con la conversione in legge del decreto legislativo (n.2 del 2014) che stanzia 553 milioni di euro e conferma la partecipazione italiana a 21 missioni militari all’estero per i primi 6 mesi del 2014.

Il testo contiene una serie di disposizioni volte ad assicurare, dal punto di vista finanziario, l’impegno del nostro personale militare e di polizia – 930 uomini – a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione nelle zone d’intervento.

Le sei missioni in Africa. Libia, denominata European Union Border Assistance Mission in Libya (Eubam Libya); le operazioni militari al largo delle coste della Somalia,“Atalanta” dell'Unione Europea e “Ocean Shield” della Nato per il contrasto alla pirateria (Foto); la partecipazione alla missione dell’Unione europea in Somalia denominata Eutm Somalia; Eucap Nestor, la presenza italiana nella missione delle Nazioni Unite in Mali Minusma (United Nations Multidimensional Integrated Stabilization Mission in Mali) e infine la partecipazione di personale militare alle missioni dell’Unione europea denominate EUCAP Sahel Niger e EUTM Mali.

C’è da dire che, secondo i dati del testo di legge, si registra una generale riduzione dei finanziamenti destinati alle missioni di “pace” all’estero. La stessa cosa vale per le missioni “africane”, che in generale hanno subito tutte lievi ridimensionamenti. Le uniche ad aver subito un aumento di fondi sono state le missioni anti pirateriaAtalanta” e “Ocean Shield” a largo della Somalia. Tali missioni risultano essere anche quelle che costeranno di più all’Italia in quel continente (circa 50 milioni di euro).

 

Impervio iter legislativo

Il decreto era già stato approvato in prima lettura dal Senato lo scorso 27 febbraio con alcune modifiche, ma, paradossalmente è arrivato a Montecitorio per la votazione alla camera solo il 13 marzo.

Il perché è paradossale lo si capisce dal fatto che il precedente governo Letta aveva dovuto usare lo strumento del decreto proprio perché il 31 dicembre era appena scaduto il termine del precedente provvedimento di finanziamento. C’era quindi la necessità di fornire adeguata copertura in tempi brevi alle missioni all’estero dei militari italiani.