Dalla relazione della Presidenza del Consiglio

Banche armate? Parlano Francese

Il Gruppo Bnp Paribas domina la scena degli istituti di credito che nel 2010 hanno sostenuto l’esportazione di armi italiane. Subito dopo c’è la Deutsche Bank. In classifica anche tre banche italiane che hanno contribuito all’organizzazione della beatificazione di Giovanni Paolo II: Bnl, Intesa san Paolo e Unicredit.

di Gianni Ballarini

Alle banche francesi operanti in Italia piace sostenere il mondo armiero del Belpaese. Dalle tabelle relative alle operazioni bancarie legate all'export di armamenti italiani, appena rese pubbliche dalla relazione annuale della Presidenza del consiglio, si vede infatti una decisa crescita degli istituti di credito transalpini in questo settore. Non solo il Gruppo Bnp Paribas (che comprende Bnp Paribas e Bnl) è tornato in vetta a questa speciale classifica con 959,2 milioni di euro, pari al 31,49% del totale (3 miliardi  e 46 milioni di euro), ma anche la banca d'affari Natixis, nata nel novembre del 2006, è passata dai 19 milioni del 2009 ai 282,6 (9,28%) del 2010, al 4° posto in classifica. E c'è una new entry come il Crédit agricole corporate and investment bank, al 7° posto con 104,2 milioni (3,42%).

 

Al vertice dopo il gruppo Paribas, resta la Deutsche bank, anche se in leggero calo rispetto al 2009 (835,9 milioni contro 900,5). Mentre ritorna sul podio Unicredit Group con 297,6 milioni. Mandando in fumo tutti i proclami degli anni scorsi di un suo drastico disimpegno dal settore.

 

Due le notizie da segnalare legate alla stretta attualità: fanno parte della classifica "Banche armate", tre dei quattro istituti di credito che gratificano il Vaticano e che hanno sostenuto l'organizzazione della beatificazione di papa Wojtyla domenica primo maggio: Bnl, Intesa san Paolo e Unicredit.

 

La seconda curiosità è legata alla polemica scatenata dal sito Unimondo contro Emergency, che si appoggerebbe a una banca, la Banca Popolare dell'Emilia Romagna che ha fatto parte in passato della lista. Banca che ritorna quest'anno ad essere attiva, anche se non in modo vistoso, delle transazioni bancarie legate al trasferimento di armi italiane. Nel 2010 ha gestito quasi 4 milioni di euro (0,21%). 

 

Pubblicato su Nigrizia.it il 2 maggio 2011