Figure storiche

I leader di un’idea

I profili di alcuni personaggi che hanno segnato il cammino di Oua e Ua.

di Giuseppe Pascale

Kwame Nkrumah (21 settembre 1909 – 27 aprile 1972), rivoluzionario, uomo politico e primo presidente del Ghana indipendente, è stato l’autore della Dichiarazione sui popoli colonizzati del mondo. Questa Dichiarazione, proclamata durante il quinto Congresso panafricano di Manchester del 1945, gettava le basi per un progetto di integrazione continentale africana. La proposta di Nkrumah consisteva nella creazione di una unione politica di stampo federale tra gli stati africani al fine di contrastare le forze del neocolonialismo che si concentravano sul continente. Dopo aver convocato ad Accra, nel 1958, la prima Conferenza degli stati africani indipendenti, Nkrumah riuscì a riunire intorno a sé un certo numero di capi di stato africani disposti a condividere la sua idea, tra i quali Jomo Kenyatta (Kenya), Sékou Touré (Guinea) e Modibo Keita (Mali). Costoro, nel 1961, formarono il cosiddetto Gruppo di Casablanca, favorevole alla creazione degli Stati Uniti d’Africa.

 

Léopold Sédar Senghor (9 ottobre 1906 – 20 dicembre 2001) è stato un poeta e filosofo, oltreché primo presidente del Senegal e guida del cosiddetto Gruppo di Monrovia. Insieme a Félix Houphouët Boigny (Costa d’Avorio), Abubakar Tawafwa Balewa (Nigeria), Julius Nyerere (Tanzania) e William Tubman (Liberia), proponeva una politica di integrazione africana nettamente opposta a quella suggerita dal Gruppo di Casablanca in quanto basata sulla regola dei piccoli passi e fondata sui principi di uguaglianza sovrana, indipendenza e non ingerenza negli affari interni. Senghor riteneva che i popoli africani potessero cooperare al meglio solo attraverso un’integrazione da introdurre gradualmente, soprattutto dal punto di vista economico. Riuscì a ottenere che, quantomeno in origine, l’Oua si basasse sui principi da lui propugnati, impedendo così la nascita di una confederazione africana a carattere politico che, nella sua visione, si sarebbe velocemente sfaldata.

 

Hailé Selassié I (23 luglio 1892 – 27 agosto 1975), imperatore d’Etiopia, ha favorito la creazione dell’Oua grazie al ruolo di mediazione svolto tra il Gruppo di Casablanca e il Gruppo di Monrovia. Hailé Selassié ha, inoltre, messo a disposizione dell’Oua una serie di locali ad Addis Abeba, capitale etiopica, dove ancora oggi l’organizzazione ha sede. In virtù dell’importante funzione diplomatica e pratica da lui svolta, venne unanimemente votato dagli altri leader africani come primo presidente della Conferenza dei capi di stato e di governo dell’Oua.

 

Kéba Mbaye (6 aprile 1924 – 12 gennaio 2007), giudice di origine senegalese della Corte internazionale di giustizia, è stato uno dei principali teorici del diritto internazionale dei diritti dell’uomo e tra i maggiori fautori dell’integrazione continentale africana. La sua idea di unità e cooperazione tra gli stati africani aveva radici sia politiche che economiche pur basandosi, principalmente, sulla necessità di costituire un’organizzazione intergovernativa regionale a cui potesse essere collegato un valido sistema di tutela dei diritti dell’uomo.

 

Salim Ahmed Salim (23 gennaio 1942) è un diplomatico e uomo politico tanzaniano, sesto segretario generale dell’Oua. A lui si deve l’apertura dei negoziati e la successiva firma del Protocollo di Ouagadougou, istitutivo della Corte africana dei diritti dell’uomo e dei popoli, della cui importanza ai fini di una effettiva ed efficace tutela dei diritti dell’uomo in Africa era stato uno dei più accaniti sostenitori. Ha, inoltre, svolto un ruolo attivo nel delicato passaggio dall’Oua all’Ua.

 

Muammar Gheddafi (7 giugno 1942 – 20 ottobre 2011), massima autorità libica fino alla sua violenta deposizione, è stato il principale fautore del passaggio dall’Oua all’Ua. Suo obiettivo era quello di consentire una maggiore integrazione economica, militare e, soprattutto, politica del continente africano. Gheddafi è stato presidente della Conferenza dei capi di stato e di governo dell’Ua dal 2 febbraio 2009 al 31 gennaio 2010 e, in questa veste, ha sostenuto in maniera piuttosto veemente la necessità che l’Ua evolvesse nei cosiddetti Stati Uniti d’Africa, già teorizzati da Nkrumah.

 

Thabo Mbeki (18 giugno 1942), ex presidente del Sudafrica, è stato, insieme a Gheddafi, uno dei principali artefici del passaggio dall’Oua all’Ua. Per questa ragione, ha ricoperto la carica di presidente della prima Conferenza dei capi di stato e di governo dell’Ua. Convinto assertore della necessità di una maggiore partecipazione dei popoli al processo di integrazione regionale, ha sponsorizzato attivamente l’istituzione del Parlamento panafricano, che oggi ha, appunto, sede in Sudafrica.

 

Gertrude Mongella (13 settembre 1945), donna politica tanzaniana, ha ricoperto il ruolo di presidente del primo Parlamento panafricano. Attivista per i diritti dell’uomo, ha svolto numerosi incarichi internazionali ed è stata membro del Comitato dell’Oua delle donne per la pace e lo sviluppo. È stata anche presidente del Comitato redazionale del protocollo alla Carta africana dei diritti dell’uomo e dei popoli sui diritti delle donne in Africa, adottato nel 2003.

 

Sophia Akuffo (9 marzo 1944), è un magistrato ghaneano, già presidente della Corte suprema del Ghana e oggi presidente della Corte africana dei diritti dell’uomo e dei popoli. Grazie a lei, la Corte africana ha potuto avviare la propria attività e svolgere una funzione di sensibilizzazione ai diritti dell’uomo che era stata in precedenza non molto valorizzata. È sostenuta nella sua attività dall’algerino Fatsah Ouguergouz, vicepresidente della Corte africana ed ex segretario generale della Corte internazionale di giustizia.