Informazione

2/Sbarco della Tv, per l’occupazione dell’etere

Sono 20 gli uffici di corrispondenza aperti in Africa dall’emittente televisiva cinese China Central Television, mentre i giganti tradizionali, Bbc in testa, riducono le risorse.

di Gianni Ballarini

Il progetto cinese è di occupare anche l’etere africano. Il 12 gennaio 2012 l’emittente televisiva cinese, controllata dal governo, China Central Television (Cctv), ha inaugurato una nuova sede a Nairobi (Kenya). E oltre alla sede di corrispondenza nella capitale kenyana, ha aperto 20 uffici nel continente, gli ultimi a Città del Capo (Sudafrica) e in Rwanda, inserendosi in un mercato che era dominato da France Press e Bbc.

Con l’apertura della sede di Nairobi, per la tv di stato cinese si apre una nuova era. È la prima volta che l’emittente produce i suoi programmi e trasmette in diretta in un altro paese. L’obiettivo è influenzare l’opinione pubblica nelle nazioni che il governo di Pechino ritiene strategicamente più importanti. Presto saranno un centinaio i corrispondenti cinesi, senza contare i tecnici e i cameramen.

Molti ritengono che la presenza di Cctv in Africa sia un “cavallo di Troia” del governo cinese per espandere la politica di “soft power” e poter poi competere con i giganti dell’informazione, come Cnn e Bbc o al Jazeera. Giganti, alcuni dei quali stanno, per la verità, un po’ smobilitando, almeno nell’Africa Orientale: la Bbc è stata costretta a licenziare un buon numero di corrispondenti e France 24 ha annunciato una fusione con Radio France Internationale per contenere i costi, ad esempio.

Ma la presenza di media cinesi in Africa non si ferma alla Tv. L’agenzia di stampa Xinhua News Agency è presente nel continente dagli anni ’50. E oggi il China Daily, il più importante quotidiano in lingua inglese diffuso nel paese, ha annunciato il progetto di pubblicare un’edizione settimanale in Africa, aprendo due uffici di corrispondenza nel continente. Il piano editoriale prevede la realizzazione di contenuti specifici per le zone geografiche interessate, attraverso la sede di Johannesburg (Sudafrica), e il distaccamento di Nairobi. L’obiettivo, anche in questo caso, è promuovere gli interessi cinesi nel continente.