Revocata la convenzione con Poste Italiane

Una "banca armata" per il Servizio Civile

L'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile ha deciso di modificare le modalità di pagamento dei compensi ai propri volontari: non più attraverso un libretto postale, ma per mezzo degli sportelli della Banca Nazionale del Lavoro. Una misura che appare essere in contrasto con la Carta Etica del Servizio Civile. L'istituto di credito figura, infatti, tra quelli che più supportano il commercio di armi.

Con una circolare datata 20 novembre 2009, il Capo dell'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile, Leonzio Borea, annunciava una novità di carattere burocratico: a partire dal 1 dicembre scorso, i pagamenti ai giovani volontari del servizio civile, sarebbero stati versati esclusivamente su un conto corrente bancario, e non più, come avveniva fino a quel momento, su un libretto postale nominativo.

L'aspetto, però, più controverso del provvedimento nasce dalla comunicazione che l'Ufficio dà subito dopo, nella stessa circolare: «A tal fine questo Ufficio ha sottoscritto una convenzione con Bnl - Gruppo Bnp Paribas, per l'erogazione ai volontari dei servizi di pagamento, senza spese, e per la fornitura di servizi finanziari accessori a favore dei volontari».

Una misura che sembra entrare in contrasto con la Carta di impegno etico, che l'Ufficio per il Servizio Civile fa sottoscrivere ad ogni ente che intenda accreditarsi. La Banca nazionale del Lavoro è infatti saldamente in testa all'elenco dei principali istituti bancari che supportano il commercio di armi. Un supporto che è quantificato, nel 2008, in un miliardo e 253 milioni di euro.

La circolare, dunque, sembrerebbe entrare in conflitto con il un punto, in particolare, della Carta etica, il primo: «L'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile e gli enti che partecipano ai progetti di Servizio Civile Nazionale:sono consapevoli di partecipare all'attuazione di una legge che ha come finalità il coinvolgimento delle giovani generazioni nella difesa della Patria con mezzi non armati e non violenti, mediante servizi di utilità sociale...».

Un paradosso che l'Associazione Volontari e Obiettori Nonviolenti ha prontamente segnalato, invitando tutti i giovani che aderiscono al servizio civile a non usare questa convenzione con la Bnl.

(L'intervista a Eleonora Pirrone, rappresentante di Avolon, ente che rappresenta tutti i giovani che scelgono il Servizio Civile italiano, ed a Claudio Di Blasi, obiettore storico e co-fondatore dell'Associazione Obiettori Nonviolenti, è stata estratta dal programma radiofonico Focus, di Michela Trevisan)