Si fermano i cantieri

Sudafrica: Mondiali in sciopero

Stop dei lavoratori edili in Sudafrica. Si ferma la costruzione dei nuovi stadi previsti per ospitare i Mondiali 2010. Aumentano i ritardi nei lavori di preparazione mentre il governo assiste impotente.

Da oggi 70.000 lavoratori del settore delle costruzioni, in Sudafrica, incrociano le braccia, fermando i lavori per la costruzione dei nuovi stadi previsti per ospitare i Mondiali di Calcio 2010. Una grana non da poco per il neo presidente Jacob Zuma, impegnato a rassicurare, nei primi mesi del suo mandato, gli investitori, preoccupati per una svolta a sinistra del governo. Oggi i sindacati del paese presentano il conto a Zuma, per il sostegno offerto durante la campagna elettorale.

Dopo un'ondata di scioperi nel settore pubblico, è toccato agli edili protestare per gli effetti della crisi economica sul potere d'acquisto dei salari. Il Sudafrica attraversa infatti la sua prima recessione in 17 anni di crescita economica. Il più grande sindacato di categoria del paese, l'Unione Nazionale dei Minatori (UNM), che raccoglie anche i lavoratori delle costruzioni, ha proclamato uno sciopero a tempo indefinito, chiedendo un aumento dei salari pari al 13%. Oggi un lavoratore edile prende in media in un mese $310.

Gli imprenditori, che offrono un aumento del 10% sulla paga, non danno tuttavia segni di cedimento. Nei giorni scorsi un tribunale ha respinto l'istanza da loro presentata, in cui si chiedeva che lo sciopero a tempo indeterminato illegittimo. Potrebbe essere una delle sfide più importanti per Zuma. Intanto il mondo del calcio osserva con preoccupazione l'evolversi della situazione, visti soprattuto i ritardi accumulati nella costruzione dei nuovi impianti sportivi.

Ritardi che hanno costretto la Fifa ad escludere Port Elizabeth dalle tappe della Confederations Cup, torneo che anticipa i Mondiali di un anno. Sono dieci infatti gli stadi che dovranno essere ultimati entro dicembre, metà dei quali dovranno essere costruiti dal nulla. Oltre alle strutture sportive, i lavori si sono fermati anche nei cantieri per la costruzione delle nuove infrastrutture di trasporto. La costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità è ferma, mentre schiere di lavoratori cantano e ballano nella stazione di Sandton, distretto finanziario di Johannesbourgh. Dalla parte del sindacato di categoria anche l'organizzazione federale, il potente COSATU, che ha fatto sapere di non poter tollerare la costruzione dei nuovi stadi se realizzati sul lavoro di persone sottopagate.