Calcio / Germania 2006

Mondiali 2006: e l'Africa?

L'Africa e il calcio, un rapporto ricco di curiosità e sorprese che hanno il sapore e il colore di un continente dai millle volti, dalle mille sfacettature.

di Tiziana Cavallo
Con il 3 a 0 del Brasile sul Ghana si spegne anche l'ultima speranza di vedere in finale una squadra africana. Infatti, l'avventura delle squadre africane ai Mondiali di Germania 2006 si è conclusa e si resta in attesa di ospitare la manifestazione in Sudafrica nel prossimo 2010. Intanto, in attesa del 9 luglio vi lasciamo ancora per qualche settimana in compagnia del calcio visto dalla parte del continente africano e da parte di Nigrizia.



Tifo“Sogno che un giorno nessuno farà più gol in tutto il mondo”. Lo scriveva qualche anno fa Eugenio Montale, insigne poeta italiano, ma è un affermazione che, detta oggi in pieno clima ‘Mondiale’, attirerebbe molti nemici in ogni angolo del pianeta. Africa compresa
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Eppure, nel nord del continente africano c’è chi rischia di vedere concretizzato il sogno di Montale. Pare, infatti, che le tv pubbliche nordafricane non abbiano i soldi per acquistare i diritti televisivi dei Mondiali tedeschi e che un decoder speciale, venduto dalla Arab Radio Television (ART) – depositaria dei diritti nel mondo arabo – costi la bellezza di 167 dollari. Poco, direte voi. Peccato, però, che ad esempio in un paese come il Marocco lo stipendio minimo si aggiri sui 231 dollari al mese.
 
Il presidente algerino Bouteflika è corso ai ripari cercando il dialogo con gli arabi di ART mentre sempre in Marocco le due tv nazionali non riusciranno a sborsare 13 milioni di dollari per fare vedere le partite ai marocchini. E se il Marocco almeno non ha la sua nazionale in gara, rischiano di più i tunisini. La Tunisia, però, ha provveduto ad assicurare la messa in onda delle prime tre partite della sua squadra contro Arabia Saudita, spagna e Ucraina e in aggiunta semifinale e finale. Perché, infondo, non si sa mai.
 
Già, perché se esperti e appassionati nei pronostici per i vincitori della Coppa dorata non sembrano avere interesse per le cinque squadre africane – Angola, Costa d’Avorio, Ghana, Togo tutte all'esordio 'mondiale' e Tunisia - la storia calcistica insegna che le sorprese sono dietro l’angolo.
Come quella che coinvolse l’Italia vincitrice nel 1982 e che coinvolse il Camerun. Nel 1984, l’inchiesta realizzata in Camerun del giornalista Oliviero Beha scatenò polemiche gettando ombre sulla vittoria azzurra. Beha scrisse il colloquio con un faccendiere italiano che si sarebbe occupato di corrompere cinque calciatori camerunesi, ultimi avversari dell'Italia nel girone preliminare del 1982, perché permettessero agli azzurri il pareggio. E il Camerun ritornò alla ribalta dei Mondiali otto anni dopo vincendo una sorta di premio ‘squadra simpatia’ nell’edizione Italia 1990.
 
Il Ghana ha il suo ‘dottore del gol’, Michel Drogha che se non avesse infilato le scarpette con i tacchetti avrebbe inforcato i bisturi diventando medico mentre il Ghana schiera personaggi come Micheal Essien, centrocampista di talento, che potrebbe dare filo da torcere nel Girone E anche all’Italia. Anche Samuel Osei Kuffour è un punto di riferimento del Ghana e, alla vigilia dei Mondiali, dichiara alla Bbc: “E’ importante fare bene non solo per il Ghana ma anche per l’Africa”. E l’Angola – su cui sono concentrati gli sguardi degli esperti – ha Pedro Mantorras attaccante del Benfica e adorato in patria.
 
E se l’Italia incontrerà proprio il Ghana per prima ecco che in Italia molti sono i giocatori africani in quota nelle squadre di serie A e B. Nella nazionale del Ghana a parte Kuffour che gioca nella Roma, ci sono Muntari nell’Udinese, Asomoha nel Modena in B; in quella del Togo c’è Tchangoi in C2 con il Benevento mentre la Costa d’Avorio è patria di Zoro che gioca nel Messina retrocesso in B. E, infine, la Tunisia consta nelle sue file Saidi che sgambetta nel Lecce appena retrocesso dalla A.
 
E se il poeta di ‘Ossi di seppia’ si augurava un mondo senza gol c’è chi definisce il calcio “un linguaggio con suoi poeti e prosatori”. Pier Paolo Pasolini, altro letterato italiano che amava molto praticare lo sport domenicale, dava una connotazione artistica alle fatiche dei prodi calciatori.
 
Cinque squadre, decine di poeti e prosatori dunque, per un continente. Così l’Africa sarà presente nei Campionati mondiali di calcio 2006 in Germania, dal 9 giugno al 9 luglio.
 
L’Africa e il calcio, l’Africa e la Coppa del Mondo. Un rapporto ricco di curiosità e sorprese che hanno il sapore e il colore di un continente dai mille volti, dalle mille sfaccettature.
 
Sorteggio GermaniaTra le curiosità che legano l’Africa al trofeo più ambito nello sport più amato del mondo si segnala lo ‘sciopero’ del 1966. Sedici nazioni africane dichiararono forfait prima ancora che una sola partita avesse avuto inizio nelle qualificazioni per la Coppa del Mondo FIFA del 1966. La protesta degli africani era il risultato di una nuova regola che stabiliva che per poter partecipare alla fase finale dei mondiali i vincitori dell'area africana dovessero battere i vincitori dell'area asiatica o dell'Oceania. Gli africani ritenevano che vincere nella loro area doveva essere sufficiente per passare direttamente alla fase finale dei Mondiali. Le regole furono riscritte quattro anni più tardi in favore dell'Africa.
 
mandela calcio
E l’Africa ha affrontato recentemente un’altra piccola delusione, ben presto risanata. Era, infatti, il 10 luglio 2000 quando a Zurigo si tenne l’estrazione per il paese che avrebbe dovuto ospitare i mondiali 2006. Nelson Mandela aveva già in mano la Coppa d’oro e se la vide strappare via dalla Germania che oggi è protagonista del Campionato mondiale. Poco male, però, perché l’Africa sarà protagonista assoluta con i Mondiali del 2010 che si svolgeranno in Sudafrica.
 



Razzismo calcioPreparando questo speciale Mondiali 2006 siamo incappati in molte iniziative parallele o che, in qualche modo, possono legarsi al mondo del calcio a mille colori e desideriamo segnalarvene alcune.
In primis i Mondiali Antirazzisti, giunti alla decima edizione, si volgeranno dal 12 al 16 luglio – quando forse sarà placata l’eco dei Mondiali ‘veri’ – al Parco Enza di Montecchio Emilia. Si tratta di un torneo di calcetto che a iscrizioni concluse vanta 270 squadre provenienti da tutto il mondo.
 
E come sono i palloni con cui si gioca in Germania? Non ancora equosolidali come vorrebbe FairTrade. Inserito nella campagna “Diritti in gioco” il pallone equo lanciato dall’organizzazione di certificazione del commercio equo e solidale, servirà a puntare i riflettori non solo sui gol mondiali ma anche su ciò che c’è dietro e ciò che – dopo la finale del 9 luglio – resterà.
Il pallone, da sempre simbolo dello sfruttamento dei lavoratori minorenni, diventa protagonista assoluto in un altro progetto legato al calcio africano. “Alive & Kicking” è il nome. A promuoverlo saranno UEFA e CAF – la confederazione delle squadre nazionali africane – e saranno distribuiti oltre 2000 palloni nelle scuole africane fabbricati rigorosamente in Africa. Ai palloni sarà legato un messaggio di prevenzione contro l’HIV e serviranno a dare lavoro a giovani tra i 22 e i 35 anni.
 
Bambini calcio
Calcio e formazione, poi, per un ultimo progetto voluto da Samuel Eto’o. Il campione camerunese ha annunciato la creazione di una Fondazione e di un centro in Camerun, a Kribi città sulla costa, per la formazione per giovani calciatori che parallelamente seguiranno corsi scolastici.
 
 
 




Approfondimenti geografici dall’Atlante di Nigrizia:
 
Angola
Costa d’Avorio
Ghana
Togo
Tunisia
 
 
 
E dal momento che Nigrizia è sempre attenta alla situazione dei diritti umani in Africa e nel sud del mondo, vi proponiamo il testo dell’appello congiunto FIFA e Onu e le schede che Amnesty International ha redatto nel nuovo Rapporto 2006:

Angola
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Costa d’Avorio:
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Ghana:
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Togo:
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Tunisia:
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